Vorrei dedicare un altro passaggio alla necessità di farsi Chiesa Eucaristica, proprio in prossimità della Solennità dell'Epifania.
Molti mi hanno scritto, relativamente al post immediatamente precedente a questo, segnalando le loro esperienze di Chiesa, le aspettative, gli entusiasmi spesso messi a frutto per la missione comune, altre volte soffocati da consuetudini meccaniche o da personalismi che sviliscono ogni piccola o grande fiamma d'amore per Cristo.
Tutto il Nuovo Testamento e in particolare i Santi Vangeli, ruotano su questa necessità inalienabile della Chiesa: non avere un pane ciascuno, ma farsi tutti unico pane. Ricordate quel passaggio del capitolo 8 di Marco? "14 Ma i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo. 15 Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». 16 E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane». 17 Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? 18 Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, 19 quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». 20 «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». 21 E disse loro: «Non capite ancora?».
Fratelli, sorelle, questa è la "Carte d'identità" di una Chiesa veramente eucaristica...
I discepoli (dopo la moltiplicazione dei pani) salgono sulla barca (grande simbolo evangelico che rappresenta la Chiesa, la nostra Comunità in tutti i tempi). Nonostante che ci sia Gesù a bordo (nelle nostre comunità consideriamo sempre il fatto di avere/tenere Gesù a bordo?) essi "litigano" e si "disperano" perchè c'è un SOLO PANE, ne vorrebbero forse "uno ciascuno" (personalismo, individualismo esasperato, assenza dell'idea di comunità...). Gesù ancora una volta li rimprovera con parola sicura e determinata. Gli fa ripercorrere quel che ha compiuto poco prima: "Non capite? Non capite ancora?". Se Gesù è a bordo della Barca (la Chiesa) se la sua presenza rientra nei nostri "conteggi e piani" (orribile...) allora l'Unico Pane si trasforma nell'abbondanza che SOLO CRISTO può dare. Difficilmente potrebbero le nostre piccole vanità. Allora l'Unico Pane non diventa un pretesto per "litigare", per "preoccuparsi", per vivere della proprie "piccole disperazioni umane"; ma un motivo per sentirsi uniti, perchè sulla Barca c'è Cristo a bordo.
Vogliamo avere occhi e vedere, vogliamo che Cristo un giorno dica al nostro cuore: "Ora inizi a capire, a capire che ogni mio gesto parla del Cielo, non di una temporanea soddisfazione. Ora inizi a capire che ogni mia Parola tende all'Eucarestia, perchè tu raccolga entrambe e le riversi come frutto del Cielo sulla terra assetata".
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Seguire Cristo vuol dire vivere un'avventura senza paragoni. Entusiamo con consapevolezza; passione con mitezza; Silenzio e Solitdine per adorare il Mistero. Diventare completamente Luce, contro il pallore languido di una vita vissuta nel riflesso degli altri. Per contattare il curatore del blog scrivere a: clausura@hotmail.it
Visualizzazioni totali
mercoledì 4 gennaio 2012
martedì 3 gennaio 2012
Ma tu che "Cristo" porti?
Il rischio che la nostra fede si trasformi in una comoda "istituzione" personale è davvero forte. La percezione che spesso si ha della Chiesa e del suo messaggio non è quella che è nelle intenzioni di Gesù Salvatore. Ciò che dovrebbe essere la gemma scatenante un nuovo modo di essere, di vivere, di amare, di condividere, molte volte viene percepita come ripiegata su se stessa, ridicola, tutta compiaciuta delle proprie vuote routine... poco ripiegata sull'uomo di oggi, che ha bisogno di preghiera, redenzione, salvezza. Anche l'uomo del 2012 ha bisogno di ri-sapere con rinnovato slancio che Gesù è risorto, che anche lui risorgerà corpo e anima, che Gesù è presente nell'Eucarestia. Ecco il punto. La Chiesa nasce dall'Eucarestia, ma non può esserlo solo all'interno dei propri templi dorati, o tra le segrete stanze di associazioni e gruppi autoreferenziali. Essere Eucarestia significa farsi dono, dono che parla e porta realmente Cristo; non che lo "racconti" semplicemente. Una Chiesa che non è Eucaristica non può essere efficace nemmeno nella carità, perchè ogni sua opera solidale sarà uguale a qualsiasi altra e terminerà nel momento in cui si sarà esaurita materialmente. L'aiuto della Chiesa deve portare un "di più" fecondo, immateriale, soprannaturale: deve portare Gesù vivo e vero. Chissà in quanti posti arriva l'aiuto di molti cristiani, di tante organizzazioni cristiane e cattoliche, ma troppo troppo separato dall'annuncio del NOME DI GESU'. Questa è una sconfitta del Vangelo, forse è solo una vittoria per l'autostima personale di alcuni, di qualche gruppo, di qualche organizzazione.
Forse - come diceva uno scrittore a me tanto caro, nei primi anni '90 - "ci siamo messi a giocare con i ladroni"; forse abbiamo poco chiara in testa l'idea di Gesù: la Chiesa non è un gruppo, una Organizzazione, peggio ancora... una Istituzione... La Chiesa è Cristo Stesso, perchè ogni battezzato che la compone porta Cristo Rendentore dentro di sè.
Allora si, fratelli e sorelle carissimi, dobbiamo ricominciare da qui, ognuno nella sua realtà concreta. Dobbiamo avere il coraggio di ri-pensare ogni nostra cosuetudine, per essere veramente portatori di Cristo. Ma non a parole, quelle non servono più; ai nostri giorni complicano soltanto le cose. Chiesa della realtà e dell'efficacia, ma solo quando porta Cristo Risorto, Vivo e Vero.
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Forse - come diceva uno scrittore a me tanto caro, nei primi anni '90 - "ci siamo messi a giocare con i ladroni"; forse abbiamo poco chiara in testa l'idea di Gesù: la Chiesa non è un gruppo, una Organizzazione, peggio ancora... una Istituzione... La Chiesa è Cristo Stesso, perchè ogni battezzato che la compone porta Cristo Rendentore dentro di sè.
Allora si, fratelli e sorelle carissimi, dobbiamo ricominciare da qui, ognuno nella sua realtà concreta. Dobbiamo avere il coraggio di ri-pensare ogni nostra cosuetudine, per essere veramente portatori di Cristo. Ma non a parole, quelle non servono più; ai nostri giorni complicano soltanto le cose. Chiesa della realtà e dell'efficacia, ma solo quando porta Cristo Risorto, Vivo e Vero.
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
lunedì 2 gennaio 2012
Dov'è il tuo Dio?
Carissimi,
Oggi voglio proporvi una lettura e una preghiera più attenta attraverso le parole del Salmo 41, in questo giorno in cui ricordiamo San Basilio e San Gregorio; due uomini chiamati da Dio a seguirlo nel deserto. E prima ancora di quello fisico, in quello della Tenda dell'Incontro con Lui.
Anche nei momenti in cui furono richiamati a ricoprire incarichi di apostolato attivo, trassero dal tesoro della solitudine e della preghiera i tesori migliori, per difendere e vivere la fede.
Il Salmo 41, attraverso il delicato esempio della cerva, indica la tensione interiore dell'anima che anela solo a Dio, che desidera essere solo con Lui, servirlo, amarlo e farsi amare 24 ore al giorno, per essere seme a beneficio della propria anima e dell'umanità intera, che ancora oggi (oggi più che mai) ha bisogno di cuori interamente dedicati a intercedere presso il Signore per il mondo intero, spesso impazzito dietro alle sue assurde e incomprensibili dinamiche.
Mio Dio, sei la mia acqua, quella che toglie la sete in modo permanente; se non sei con me, se io non sono con te "le lacrime sono mio pane giorno e notte..."
Sono il primo che corre verso il tuo Santuario, il tuo servizio è per me vita, respiro, incedere perpetuo verso di Te.
Non ti rattristare, anima mia, spera in Lui, la Sua lode sarà la tua vita, tra i ricordi dei giorni migliori, non dimenticare mai che il tuo cuore, il tuo piccolo cuore freme e diventa grande, si dilata quando pensi alla bellezza dello stare dinanzi al Suo Volto, sempre, dialogando con Lui, crescendo per Lui e per tutti coloro che non sapranno mai nulla di te, nulla della preghiera, nulla della vita dedicata solo a Dio.
Volete sapere dov'è il mio Dio? E' nel coraggio di mettersi di fronte a Lui, nella quieta tranquillità della Tenda dell'incontro; sta nel mio respiro, nelle mie lacrime e nei miei sorrisi soddisfatti; sta nella tua mano stanca, nella tua malattia che è offerta. Sta nel tuo dubbio, nella tua bestemmia che è disperato urlo di una persona ferita dal buio degli occhi.
Sta nel saper crescere alla scuola del Silenzio, della Solitudine, dell'Essenzialità. Perchè Dio sia la Gran Voce, la Compagnia, l'Abbondanza.
A lode di Cristo!
SALMO 41
Come la cerva anela ai corsi d'acqua, *
così l'anima mia anela a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: *
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Le lacrime sono mio pane giorno e notte, *
mentre mi dicono sempre: «Dov'è il tuo Dio?».
Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: †
attraverso la folla avanzavo tra i primi *
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia *
di una moltitudine in festa.
Perché ti rattristi, anima mia, *
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
In me si abbatte l'anima mia; †
perciò di te mi ricordo *
dal paese del Giordano e dell'Ermon,
dal monte Mizar.
Un abisso chiama l'abisso
al fragore delle tue cascate; *
tutti i tuoi flutti e le tue onde
sopra di me sono passati.
Di giorno il Signore mi dona la sua grazia, †
di notte per lui innalzo il mio canto: *
la mia preghiera al Dio vivente.
Dirò a Dio, mia difesa: †
«Perché mi hai dimenticato? *
Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».
Per l'insulto dei miei avversari
sono infrante le mie ossa; *
essi dicono a me tutto il giorno:
«Dov'è il tuo Dio?».
Perché ti rattristi, anima mia, *
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Oggi voglio proporvi una lettura e una preghiera più attenta attraverso le parole del Salmo 41, in questo giorno in cui ricordiamo San Basilio e San Gregorio; due uomini chiamati da Dio a seguirlo nel deserto. E prima ancora di quello fisico, in quello della Tenda dell'Incontro con Lui.
Anche nei momenti in cui furono richiamati a ricoprire incarichi di apostolato attivo, trassero dal tesoro della solitudine e della preghiera i tesori migliori, per difendere e vivere la fede.
Il Salmo 41, attraverso il delicato esempio della cerva, indica la tensione interiore dell'anima che anela solo a Dio, che desidera essere solo con Lui, servirlo, amarlo e farsi amare 24 ore al giorno, per essere seme a beneficio della propria anima e dell'umanità intera, che ancora oggi (oggi più che mai) ha bisogno di cuori interamente dedicati a intercedere presso il Signore per il mondo intero, spesso impazzito dietro alle sue assurde e incomprensibili dinamiche.
Mio Dio, sei la mia acqua, quella che toglie la sete in modo permanente; se non sei con me, se io non sono con te "le lacrime sono mio pane giorno e notte..."
Sono il primo che corre verso il tuo Santuario, il tuo servizio è per me vita, respiro, incedere perpetuo verso di Te.
Non ti rattristare, anima mia, spera in Lui, la Sua lode sarà la tua vita, tra i ricordi dei giorni migliori, non dimenticare mai che il tuo cuore, il tuo piccolo cuore freme e diventa grande, si dilata quando pensi alla bellezza dello stare dinanzi al Suo Volto, sempre, dialogando con Lui, crescendo per Lui e per tutti coloro che non sapranno mai nulla di te, nulla della preghiera, nulla della vita dedicata solo a Dio.
Volete sapere dov'è il mio Dio? E' nel coraggio di mettersi di fronte a Lui, nella quieta tranquillità della Tenda dell'incontro; sta nel mio respiro, nelle mie lacrime e nei miei sorrisi soddisfatti; sta nella tua mano stanca, nella tua malattia che è offerta. Sta nel tuo dubbio, nella tua bestemmia che è disperato urlo di una persona ferita dal buio degli occhi.
Sta nel saper crescere alla scuola del Silenzio, della Solitudine, dell'Essenzialità. Perchè Dio sia la Gran Voce, la Compagnia, l'Abbondanza.
A lode di Cristo!
SALMO 41
Come la cerva anela ai corsi d'acqua, *
così l'anima mia anela a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: *
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Le lacrime sono mio pane giorno e notte, *
mentre mi dicono sempre: «Dov'è il tuo Dio?».
Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: †
attraverso la folla avanzavo tra i primi *
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia *
di una moltitudine in festa.
Perché ti rattristi, anima mia, *
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
In me si abbatte l'anima mia; †
perciò di te mi ricordo *
dal paese del Giordano e dell'Ermon,
dal monte Mizar.
Un abisso chiama l'abisso
al fragore delle tue cascate; *
tutti i tuoi flutti e le tue onde
sopra di me sono passati.
Di giorno il Signore mi dona la sua grazia, †
di notte per lui innalzo il mio canto: *
la mia preghiera al Dio vivente.
Dirò a Dio, mia difesa: †
«Perché mi hai dimenticato? *
Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».
Per l'insulto dei miei avversari
sono infrante le mie ossa; *
essi dicono a me tutto il giorno:
«Dov'è il tuo Dio?».
Perché ti rattristi, anima mia, *
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
venerdì 30 dicembre 2011
Un anno nuovo per SENTIRE Dio.
Carissimi,
Siamo arrivati alla conclusione di questo 2011 e un anno nuovo già bussa alle porte della nostra attenzione di uomini e di figli di Dio.
Ma sarebbe sterile un'attesa fatta solo di conti alla rovescia e di aspettative senza volto... Il Signore ci chiede consapevolezza e di usare il tempo messo a nostra disposizione dalla Sua Bontà infinita per progredire sulla scala della Sua conoscenza e della Sua contemplazione. Che il Signore Gesù ci faccia dono di questa esperienza così importante per il nostro rafforzamento: gustare la Sua Presenza nella preghiera fatta con devozione e nel giusto contesto, senza disprezzare il silenzio e la solitudine, compange necessarie di ogni intimo colloquio con Dio. Infatti, se ritenessimo in modo semplicistico di poterci approcciare a questa Immensa Realtà (dalla quale proveniamo e nella direzione della quale siamo avviati) nell'ordinario ambito del nostro chiasso, ci illuderemo di poter assoggetare Dio stesso alle dinamiche spesso perverse di questi nostri tempi.
Carissimi,
E' necessario fare silenzio; anche per chi ha famiglia, per chi lavora, per chi studia o fa sport; il silenzio è un "luogo" indispensabile per poter SENTIRE Dio con tutti i nostri sensi interni ed esterni; non rinnega di farsi sperimentare anche sensibilmente, ma dobbiamo togliere le troppe vie di amplificazione che ancora insistono sulla totalità delle nostre ventiquattro ore di vita giornaliera. Forse che il Signore ci ha donato tutto questo tempo perchè lo trascorriamo lontano da Lui, senza dargli l'esclusiva almeno di un angolo? Forse che ci ha fatti così cordardi da aver paura della Sua Voce nel Silenzio, fino al punto di relegare l'assenza di ogni voce al rango di noia, tedio, monotonia, tristezza? Forse che ci ha fatto così limitati di testa da non saper gustare un compagno così sublime?
Dammi, Signore, orecchi per intendere, prima ancora di una lingua per parlare in modo saccente.
Dammi, Signore, occhi per vedere, ancor prima di una fantasia pindarica, che costruisce castelli in aria.
Dammi "un cuore puro, fedele nel servizio, ardente nella lode".
Fratelli, sorelle, buon anno davvero. Ma proprio con questi sentimenti: avanti, in direzione solo di Lui.
A lode di Cristo.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Siamo arrivati alla conclusione di questo 2011 e un anno nuovo già bussa alle porte della nostra attenzione di uomini e di figli di Dio.
Ma sarebbe sterile un'attesa fatta solo di conti alla rovescia e di aspettative senza volto... Il Signore ci chiede consapevolezza e di usare il tempo messo a nostra disposizione dalla Sua Bontà infinita per progredire sulla scala della Sua conoscenza e della Sua contemplazione. Che il Signore Gesù ci faccia dono di questa esperienza così importante per il nostro rafforzamento: gustare la Sua Presenza nella preghiera fatta con devozione e nel giusto contesto, senza disprezzare il silenzio e la solitudine, compange necessarie di ogni intimo colloquio con Dio. Infatti, se ritenessimo in modo semplicistico di poterci approcciare a questa Immensa Realtà (dalla quale proveniamo e nella direzione della quale siamo avviati) nell'ordinario ambito del nostro chiasso, ci illuderemo di poter assoggetare Dio stesso alle dinamiche spesso perverse di questi nostri tempi.
Carissimi,
E' necessario fare silenzio; anche per chi ha famiglia, per chi lavora, per chi studia o fa sport; il silenzio è un "luogo" indispensabile per poter SENTIRE Dio con tutti i nostri sensi interni ed esterni; non rinnega di farsi sperimentare anche sensibilmente, ma dobbiamo togliere le troppe vie di amplificazione che ancora insistono sulla totalità delle nostre ventiquattro ore di vita giornaliera. Forse che il Signore ci ha donato tutto questo tempo perchè lo trascorriamo lontano da Lui, senza dargli l'esclusiva almeno di un angolo? Forse che ci ha fatti così cordardi da aver paura della Sua Voce nel Silenzio, fino al punto di relegare l'assenza di ogni voce al rango di noia, tedio, monotonia, tristezza? Forse che ci ha fatto così limitati di testa da non saper gustare un compagno così sublime?
Dammi, Signore, orecchi per intendere, prima ancora di una lingua per parlare in modo saccente.
Dammi, Signore, occhi per vedere, ancor prima di una fantasia pindarica, che costruisce castelli in aria.
Dammi "un cuore puro, fedele nel servizio, ardente nella lode".
Fratelli, sorelle, buon anno davvero. Ma proprio con questi sentimenti: avanti, in direzione solo di Lui.
A lode di Cristo.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
sabato 24 dicembre 2011
Nuovamente suoi
Poche parole per tratteggiare i sentimenti che invadono il cuore dell'eremita in questa giornata che ci introduce al Santo Natale.
Il Silenzio e la Preghiera presentano alla mia mente la bellezza della "notte di Betlemme"; non c'è frastuono dopo il canto degli angeli, non ci sono corse, frenesie, mancanza di tempo, stanchezza, moderno stress... Tutto tace, tutto sembra osservare il FATTO inaudito, mai accaduto prima: Dio si fa uomo fra gli uomini, in un istante inizia a vivere la nostra dimensione fatta di tempo, di spazio. Di tempo e spazio riempiti di tanti accadimenti, sentimenti, gioie e prove...
Il silenzio, di tanto in tanto, è interrotto dal vagito del Bambino appena nato: nemmeno il roboante decreto di Cesare Augusto è più solenne di quella piccola voce, indice che Dio non solo ha visitato la nostra umanità, ma l'ha fatta NUOVAMENTE SUA.
Per questo io sono felice, tutti noi dovremmo esserlo. E stasera, quando il sole calerà sull'eremo, accenderò una candela sul davanzale della finestra, perchè alle luci consuetudinarie sia aggiunta una luce nuova, quella che ci visita. Non è enorme, ma parla di Dio. E la lascerò ardere anche durante il tempo della S. Messa e della veglia successiva, perchè mi accompagni fino all'alba, quando, con tutti voi nel cuore e nella preghiera, loderò il Signore per questa grande meraviglia, che da oltre duemila anni rinnova la nostra consapevolezza di essere SALVI, graditi a Dio, sempre nuovi dentro.
Buon Natale a tutti, a voi, ai vostri cari, a chi sta peggio di noi; a chi non crede, a chi vorrebbe credere e non è aiutato da noi a farlo; a chi vive indifferente e non ha nemmeno interesse di scuotere la polvere dalle sue scarpe. A chi cerca la sua via e, insieme, la forza per percorrerla.
Buon Natale. Che Dio sorga in questa notte nella consapevolezza di ciascuno di voi.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Il Silenzio e la Preghiera presentano alla mia mente la bellezza della "notte di Betlemme"; non c'è frastuono dopo il canto degli angeli, non ci sono corse, frenesie, mancanza di tempo, stanchezza, moderno stress... Tutto tace, tutto sembra osservare il FATTO inaudito, mai accaduto prima: Dio si fa uomo fra gli uomini, in un istante inizia a vivere la nostra dimensione fatta di tempo, di spazio. Di tempo e spazio riempiti di tanti accadimenti, sentimenti, gioie e prove...
Il silenzio, di tanto in tanto, è interrotto dal vagito del Bambino appena nato: nemmeno il roboante decreto di Cesare Augusto è più solenne di quella piccola voce, indice che Dio non solo ha visitato la nostra umanità, ma l'ha fatta NUOVAMENTE SUA.
Per questo io sono felice, tutti noi dovremmo esserlo. E stasera, quando il sole calerà sull'eremo, accenderò una candela sul davanzale della finestra, perchè alle luci consuetudinarie sia aggiunta una luce nuova, quella che ci visita. Non è enorme, ma parla di Dio. E la lascerò ardere anche durante il tempo della S. Messa e della veglia successiva, perchè mi accompagni fino all'alba, quando, con tutti voi nel cuore e nella preghiera, loderò il Signore per questa grande meraviglia, che da oltre duemila anni rinnova la nostra consapevolezza di essere SALVI, graditi a Dio, sempre nuovi dentro.
Buon Natale a tutti, a voi, ai vostri cari, a chi sta peggio di noi; a chi non crede, a chi vorrebbe credere e non è aiutato da noi a farlo; a chi vive indifferente e non ha nemmeno interesse di scuotere la polvere dalle sue scarpe. A chi cerca la sua via e, insieme, la forza per percorrerla.
Buon Natale. Che Dio sorga in questa notte nella consapevolezza di ciascuno di voi.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
martedì 20 dicembre 2011
Magnificat anima mea Dominum!
Magnificat anima mea Dominum!
La nostra anima magnifica il Signore con Maria, Lei che è stata il più nobile veicolo della Grazia, resa onnipotente per Grazia, tutta Santa e Pura per Grazia, ci indica il Figlio, nel quale far risplendere la bellezza e la profondità della nostra interiorità.
Questo è un "lato" di noi che spesso, troppo spesso lasciamo da parte, considerandolo poco utile, poco popolare, forse qualche volta anche fastidioso, rispetto ai progetti e alle intenzioni del nostro cuore.
Maria, proprio in questi giorni, c'invita a fare un viaggio ideale e nella sostanza verso quel povero fienile. Povero non perchè sia misero, ma povero perchè essenziale.
E' un metro di azione anche per noi monaci, per noi eremiti, per tutti coloro che hanno scelto Dio come motivo unico della propria vita: tornare all'essenzialità per essere disponibili a ricevere quel "cento volte tanto e la vita eterna" che Lui ci ha promesso. E' parola di Cristo e io mi fido del mio Signore!
Ma se siamo troppo pieni di altre cose, non essenziali; se il nostro vaso è già colmo di altro, dove troverà spazio Gesù? Sarà costretto non a nascere nell'ìntimità della nostra persona, ma nuovamente sul ruvido fieno.
Vorrei tanto dare al Signore una culla interiore più calda, accogliente; un luogo d'incontro tra Lui e me, anche se sono povero, limitato, tanto imperfetto, ma pur sempre figlio di Dio, fatto a somiglianza di Dio, reso vivo da nesamah.
Allora si, ti attendo Signore, con le braccia aperte, perchè attraverso la Santa Liturgia e la preghiera del mio cuore tu possa generarti in me e rigenerare me alla tua vita. Perchè ti contempli e sappia fare mio ciò che è tuo. Perchè arrivi a considerare il tuo disegno su di me non una filosofia, ma un progetto in via di sviluppo.
Perchè, accanto a te e con te, anche io sia mano che opera nel tempo e nello spazio per rendere visibile e concreto il Tuo Regno di Santità.
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
La nostra anima magnifica il Signore con Maria, Lei che è stata il più nobile veicolo della Grazia, resa onnipotente per Grazia, tutta Santa e Pura per Grazia, ci indica il Figlio, nel quale far risplendere la bellezza e la profondità della nostra interiorità.
Questo è un "lato" di noi che spesso, troppo spesso lasciamo da parte, considerandolo poco utile, poco popolare, forse qualche volta anche fastidioso, rispetto ai progetti e alle intenzioni del nostro cuore.
Maria, proprio in questi giorni, c'invita a fare un viaggio ideale e nella sostanza verso quel povero fienile. Povero non perchè sia misero, ma povero perchè essenziale.
E' un metro di azione anche per noi monaci, per noi eremiti, per tutti coloro che hanno scelto Dio come motivo unico della propria vita: tornare all'essenzialità per essere disponibili a ricevere quel "cento volte tanto e la vita eterna" che Lui ci ha promesso. E' parola di Cristo e io mi fido del mio Signore!
Ma se siamo troppo pieni di altre cose, non essenziali; se il nostro vaso è già colmo di altro, dove troverà spazio Gesù? Sarà costretto non a nascere nell'ìntimità della nostra persona, ma nuovamente sul ruvido fieno.
Vorrei tanto dare al Signore una culla interiore più calda, accogliente; un luogo d'incontro tra Lui e me, anche se sono povero, limitato, tanto imperfetto, ma pur sempre figlio di Dio, fatto a somiglianza di Dio, reso vivo da nesamah.
Allora si, ti attendo Signore, con le braccia aperte, perchè attraverso la Santa Liturgia e la preghiera del mio cuore tu possa generarti in me e rigenerare me alla tua vita. Perchè ti contempli e sappia fare mio ciò che è tuo. Perchè arrivi a considerare il tuo disegno su di me non una filosofia, ma un progetto in via di sviluppo.
Perchè, accanto a te e con te, anche io sia mano che opera nel tempo e nello spazio per rendere visibile e concreto il Tuo Regno di Santità.
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
venerdì 16 dicembre 2011
Al di là delle forme, la sostanza. Ecco la Novena di Natale
Ieri, 15 dicembre, anche qui all'eremo è iniziata la Novena di Natale, fatta secondo uno schema ormai consolidato da una santa tradizione, che alterna l'adorazione di Gesù Eucarestia alle laudi, alla Parola di Dio, alla meditazione del mistero del Dio fatto uomo, veniente nella Liturgia, atteso per la fine dei tempi, nella Sua Bontà infinita.
Ricordo, quando ero ancora nel mondo, di essere stato tante volte coi miei nonni e anche con i miei genitori alla Novena di Natale; c'era un calore stupendo, corroborato dal desiderio di attendere la nascita di Gesù; ricordo il sacerdote che cantava le "profezie", una al giorno. Era un modo per ritmare il tempo e farci arrivare su un tappeto celestiale alla grotta di Betlemme.
Qui all'eremo il silenzio e la cornice della foresta fanno da sfondo naturale a questa attesa santa. Ogni parola, ogni preghiera, ogni gesto rende lode a quel Dio Misericordioso che ha voluto visitare la nostra storia di uomini, piccoli e limitati, ma pur sempre Sue creature, con dentro la divina scintilla del suo spirito: quell'alito che è la nostra somiglianza con il Signore.
Cosa cerchiamo in questi giorni di attesa? Cosa ci manca per vivere con consapevolezza questo nuovo Natale? Possono le preoccupazioni personali o comunitarie offuscare la bellezza di un tempo luminoso e carico di aspettative? O siamo noi che carichiamo il Natale di significati che non ha?
Immagino che nelle città e nei paesi sia una festa di luci e di addobbi. E ben venga questa cosa: non è assolutamente spreco. Tutto questo bellissimo folklore e tutta questa festa di luci ci scuote da un torpore che sempre di più si insinua e devasta il nostro animo. Anche noi, all'eremo, seppur con pochi, pochissimi mezzi, abbiamo fatto i nostri addobbi, perchè la luce ci scuota, ci ricordi la Luce di Dio, ci allontani dal freddo e dal buio che caratterizzano l'inferno, la lontananza dal Signore.
Cerchiamo proprio questo, fratelli.
In questi giorni rileggiamo in parallelo le profezie di Isaia con il Vangelo di Luca, con i capitoli che narrano l'Annunciazione, la nascita del Precursore, la nascita del nostro Unico Signore, la visita dei Pastori, il canto degli Angeli... questa giovane, inesperta, santa e timorata famiglia, visitata da qualcosa di enormemente più grande della sua umanità.
Ecco i sentimenti di questi nove giorni. E come sempre, facciamo un po' di silenzio, perchè tra tutte le vicende del mondo, che di chiasso ne producono tanto, possiamo far emergere anche la voce di Dio.
Ha qualcosa da dirci. Se ci crediamo, mettiamoci in Suo ascolto e non viviamo come se Lui fosse solo una "bella idea", un "principio morale", una "pia tradizione". Questo non è il Dio di Gesù Cristo. Questo non è Dio. Tutto questo sarebbe freddo e buio come l'inferno.
Facciamo nostro il calore e la luminosità del Paradiso!
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Ricordo, quando ero ancora nel mondo, di essere stato tante volte coi miei nonni e anche con i miei genitori alla Novena di Natale; c'era un calore stupendo, corroborato dal desiderio di attendere la nascita di Gesù; ricordo il sacerdote che cantava le "profezie", una al giorno. Era un modo per ritmare il tempo e farci arrivare su un tappeto celestiale alla grotta di Betlemme.
Qui all'eremo il silenzio e la cornice della foresta fanno da sfondo naturale a questa attesa santa. Ogni parola, ogni preghiera, ogni gesto rende lode a quel Dio Misericordioso che ha voluto visitare la nostra storia di uomini, piccoli e limitati, ma pur sempre Sue creature, con dentro la divina scintilla del suo spirito: quell'alito che è la nostra somiglianza con il Signore.
Cosa cerchiamo in questi giorni di attesa? Cosa ci manca per vivere con consapevolezza questo nuovo Natale? Possono le preoccupazioni personali o comunitarie offuscare la bellezza di un tempo luminoso e carico di aspettative? O siamo noi che carichiamo il Natale di significati che non ha?
Immagino che nelle città e nei paesi sia una festa di luci e di addobbi. E ben venga questa cosa: non è assolutamente spreco. Tutto questo bellissimo folklore e tutta questa festa di luci ci scuote da un torpore che sempre di più si insinua e devasta il nostro animo. Anche noi, all'eremo, seppur con pochi, pochissimi mezzi, abbiamo fatto i nostri addobbi, perchè la luce ci scuota, ci ricordi la Luce di Dio, ci allontani dal freddo e dal buio che caratterizzano l'inferno, la lontananza dal Signore.
Cerchiamo proprio questo, fratelli.
In questi giorni rileggiamo in parallelo le profezie di Isaia con il Vangelo di Luca, con i capitoli che narrano l'Annunciazione, la nascita del Precursore, la nascita del nostro Unico Signore, la visita dei Pastori, il canto degli Angeli... questa giovane, inesperta, santa e timorata famiglia, visitata da qualcosa di enormemente più grande della sua umanità.
Ecco i sentimenti di questi nove giorni. E come sempre, facciamo un po' di silenzio, perchè tra tutte le vicende del mondo, che di chiasso ne producono tanto, possiamo far emergere anche la voce di Dio.
Ha qualcosa da dirci. Se ci crediamo, mettiamoci in Suo ascolto e non viviamo come se Lui fosse solo una "bella idea", un "principio morale", una "pia tradizione". Questo non è il Dio di Gesù Cristo. Questo non è Dio. Tutto questo sarebbe freddo e buio come l'inferno.
Facciamo nostro il calore e la luminosità del Paradiso!
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Iscriviti a:
Post (Atom)






