Dall'eremo auspico per tutti che la Pasqua di Nostro Signore abbia portato una ventata di vita e di speranza; perchè Lui, che è l'Autore della Vita, è vivo e presente nella sua Chiesa.
Noi monaci e noi eremiti in particolare, durante questa quaresima abbiamo osservato un periodo di rigido silenzio e distacco da tutto, perchè questo tempo santo non venisse banalizzato o trascorso con tiepidezza, ma valorizzato mettendo al centro l'esigenza fondamentale della nostra scelta di vita: cercare e vivere la realtà di Dio nel Silenzio, nella Solitudine e nella Preghiera, non solo a nostro beneficio, ma a vantaggio di tutti.
Gesù, risorto dai morti, non muore più.
Ma perchè ha dovuto passare tutta questa sofferenza, questa atrocità? Il Cristo non avrebbe potuto salvarci in altro modo? Dio non avrebbe potuto trovare una via alternativa? No.
In molti cadono in questo errore, gettando pesanti ombre sul Sacrificio Divino. Era la nostra carne, la nostra umanità a dover essere salvata. Non uno stato metafisico, non un'idea. Erano le passioni, i peccati, le ansie e le perverse inclinazioni a dover essere crocifisse. Nella carne dell'uomo Gesù c'è la nostra carne, nel concreto. In quei muscoli inchiodati ci sono tutte le nostre inclinazioni e le storture della nostra quotidiana realtà.
Ma quella carne inchiodata è anche risorta e in questo modo è stato valorizzato anche il nostro corpo (che è sacro) con tutto ciò che di buono può fare e rappresentare.
Auguro a ciascuno di voi di vivere questa realtà e vi consiglio di guardare il Crocifisso, ogni giorno un po' e di pregare pensando concretamente che con lui ci siete anche voi. Anche voi avete le Sue Stigmate, invisibili ma reali e siete stati con lui su quel legno; dopo un tradimento, un processo farsa, le frustate, gli sputi e la ridicola corona di spine... dopo un cammino doloroso, l'atto di pietà della Veronica, le cadute e le risate ironiche dei benpensanti.
Dopo le martellate atroci, il dolore, la madre che piange la sventura del figlio.
Dopo il buio, il velo squarciato, il terremoto.
Dopo il riconoscimento del centurione.
Dopo l'aceto e la lancia. Dopo il vento e il corpo calato a terra.
Dopo una frettolosa sepoltura, alla vigilia della Parasceve...
...sei risorto anche tu che mi stai leggendo ora.
A lode di Cristo.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Seguire Cristo vuol dire vivere un'avventura senza paragoni. Entusiamo con consapevolezza; passione con mitezza; Silenzio e Solitdine per adorare il Mistero. Diventare completamente Luce, contro il pallore languido di una vita vissuta nel riflesso degli altri. Per contattare il curatore del blog scrivere a: clausura@hotmail.it
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martedì 10 aprile 2012
lunedì 5 marzo 2012
Il Giorno del Signore? Un decreto lo ha cancellato.
Non sono interessato ai temi politici, vivo la mia vita monastica lontano da questi clamori. Non me ne intendo nemmeno.
Ma quando le azioni di certi politici incrociano il DIRITTO DI DIO, forse è bene parlarne, farlo tutti, quanto meno prenderne coscienza.
Non stiamo assistendo solo ad un ribaltamento di valori, che mette al centro LA MERCE e non il rapporto Dio-Uomo.
L'attuale presidente del Consiglio dei Ministri Italiano, prof. Mario Monti, attraverso un codicillo ha ABOLITO IL GIORNO DEL SIGNORE, mettendo al centro la merce, l'apertura dei negozi, dei centri commerciali, cancellando il DIRITTO DI DIO, sancito quattromila anni fa, ratificato da Cristo; il Giorno del Signore - che ritma la vita civile di gran parte dei popoli dell'umanità (posto il fatto che anche in situazioni religiose diverse c'è sempre un giorno di festa) è stato cancellato con arrogaza da un decreto.
Donne e uomini costretti a lavorare, magari a non avere nemmeno un ritaglio da passare con i figli;
figli che crescono con bambinaie tecnologiche, mai avvezzi a rendere vera la rete familiare, a crescere con modelli in carne, ossa e anima.
Ma anche tanti uomini, donne, ragazzi, bambini INDOTTI ad andare a fare "shopping" (che brutto e altisonante termine!!! Compere...) perchè "la domenica nei negozi è bella". Anche a costo di sacrificare sull'altare dei soldi che non ci sono (nemmeno di domenica) il dialogo, il senso del riposo, del silenzio, della quiete, dell'equilibrio nei rapporti familiari; ma anche nei rapporti tra noi, le merci, le nostre brame.
Ma cosa succederà a questo popolo che, supinamente, accetta che il DIRITTO DEL SIGNORE sia cancellato sotto questo silenzio assordante? Dove sono i battezzati, figli di Dio, fatti a Sua Immagine, salvati con i chiodi sulla Croce? Dove sono i preti "innovatori"? Quelli che celebrano così come se fosse un mestiere, senza dare alla Domenica la sua caratura eucaristica? Dove sono quei politici che nelle improbabili campagne elettorali parlano di VALORI CATTOLICI? Quali valori? Il Giorno del Signore è un valore che non si tocca. Il DIRITTO DEL SIGNORE e il suo rispetto sono valori che non si toccano.
Col nostro SILENZIO COLPEVOLE stiamo contribuendo a formare un popolo di senza Dio, ignoranti della Salvezza, inconsapevoli di cosa succederà per non aver amato l'Amore secondo quanto da Lui stabilito. E a chi dirà che queste sono parole dure, dirò di rileggersi tutto il Vangelo, uno qualsiasi dei Quattro, ma di farlo tutto d'un fiato. E sentirà le Parole del Signore. Ma le legga con onesta, senza voler fare l'esegeta o il commentatore di turno di ciò che Cristo ha detto con chiarezza.
Preghiamo perchè non soccombiamo stupidamente a questo progetto di scardinare definitivamente Dio dal nostro popolo.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Ma quando le azioni di certi politici incrociano il DIRITTO DI DIO, forse è bene parlarne, farlo tutti, quanto meno prenderne coscienza.
Non stiamo assistendo solo ad un ribaltamento di valori, che mette al centro LA MERCE e non il rapporto Dio-Uomo.
L'attuale presidente del Consiglio dei Ministri Italiano, prof. Mario Monti, attraverso un codicillo ha ABOLITO IL GIORNO DEL SIGNORE, mettendo al centro la merce, l'apertura dei negozi, dei centri commerciali, cancellando il DIRITTO DI DIO, sancito quattromila anni fa, ratificato da Cristo; il Giorno del Signore - che ritma la vita civile di gran parte dei popoli dell'umanità (posto il fatto che anche in situazioni religiose diverse c'è sempre un giorno di festa) è stato cancellato con arrogaza da un decreto.
Donne e uomini costretti a lavorare, magari a non avere nemmeno un ritaglio da passare con i figli;
figli che crescono con bambinaie tecnologiche, mai avvezzi a rendere vera la rete familiare, a crescere con modelli in carne, ossa e anima.
Ma anche tanti uomini, donne, ragazzi, bambini INDOTTI ad andare a fare "shopping" (che brutto e altisonante termine!!! Compere...) perchè "la domenica nei negozi è bella". Anche a costo di sacrificare sull'altare dei soldi che non ci sono (nemmeno di domenica) il dialogo, il senso del riposo, del silenzio, della quiete, dell'equilibrio nei rapporti familiari; ma anche nei rapporti tra noi, le merci, le nostre brame.
Ma cosa succederà a questo popolo che, supinamente, accetta che il DIRITTO DEL SIGNORE sia cancellato sotto questo silenzio assordante? Dove sono i battezzati, figli di Dio, fatti a Sua Immagine, salvati con i chiodi sulla Croce? Dove sono i preti "innovatori"? Quelli che celebrano così come se fosse un mestiere, senza dare alla Domenica la sua caratura eucaristica? Dove sono quei politici che nelle improbabili campagne elettorali parlano di VALORI CATTOLICI? Quali valori? Il Giorno del Signore è un valore che non si tocca. Il DIRITTO DEL SIGNORE e il suo rispetto sono valori che non si toccano.
Col nostro SILENZIO COLPEVOLE stiamo contribuendo a formare un popolo di senza Dio, ignoranti della Salvezza, inconsapevoli di cosa succederà per non aver amato l'Amore secondo quanto da Lui stabilito. E a chi dirà che queste sono parole dure, dirò di rileggersi tutto il Vangelo, uno qualsiasi dei Quattro, ma di farlo tutto d'un fiato. E sentirà le Parole del Signore. Ma le legga con onesta, senza voler fare l'esegeta o il commentatore di turno di ciò che Cristo ha detto con chiarezza.
Preghiamo perchè non soccombiamo stupidamente a questo progetto di scardinare definitivamente Dio dal nostro popolo.
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Postilla sul digiuno
Per noi monaci il digiuno è una costante che accompagna diversi momenti durante tutto l'anno. Digiuniamo a pane e acqua ogni venerdì e, durante la Quaresima, anche il mercoledì. Negli altri giorni ci accontentiamo di un pasto abbondante intorno alle 11, ma alla sera, dopo i vespri, consumiamo una cena veramente frugale.
L'eventuale pesantezza del corpo non deve essere un impedimento all'abbraccio mistico con il Signore Buono.
D'altra parte il corpo non può dettare esigenze che impediscano di mettere al primo posto il colloquio e l'amicizia intima con Gesù, Maria Santissima, gli Angeli e i Santi.
Molti mi scrivono chiedendo una parola chiara sul significato del digiuno.
Molti digiunano ma non sanno perchè.
Il digiuno ha valore nella misura in cui Gesù lo ha circoscritto: non si digiuna con il viso rattristato, mostrando segni esteriori di sofferenza, incentivando lamentele e visibili lacerazioni interiori.
Si digiuna col sorriso sulle labbra, perchè siamo consapevoli che quella privazione è una grande opportunità. Dio non ha bisogno del nostro digiuno perchè gli manchi qualcosa o perchè si senta soddisfatto e dissetato dalla nostra personale piccola sofferenza.
Noi abbiamo biosogno del digiuno del corpo e Dio ci offre la possibilità di farlo per ritrovare equilibrio con Lui.
Proprio così. La nostra voracità materiale, i gesti che ci portano a "ingurgitare" tutto quello che ci va, non sono altro che il segno e l'espressione più radicata della nostra volontà di impossessarci di tutto. Il cibo è sostentamento, non siamo noi a dovergli correre dietro. Il corpo ha bisogno del cibo, ma il cibo non è il dio del corpo.
Il digiuno riequilibria queste due posizioni, rimettendo ordine tra il "noi-materia" (soma), il "noi-anima" (pneuma) e il "noi-psichè" (intelletto umano). Un ordine che dovrebbe portarci, gradualmente, ad elevare la nostra mente verso Dio, il nostro cuore a distaccarsi dalle piccole preoccupazioni materiali e la nostra coscienza a considerare attentamente il nostro stato di vita.
Il digiuno e la penitenza (quindi anche il digiuno di altre nostre tendenze) sono "il tempo favorevole" non per placare una divinità che tiene i conti dei nostri gesti; ma per riportarci nell'alveo della nostra vera natura umano/divina, in quanto originata da Dio, in quanto fatti a Sua immagine e somiglianza.
Digiunare e fare penitenza sgombra il campo da ciò che non serve.
Per questo Gesù dice con chiarezza che il digiuno degli ipocriti non serve.
Per questo Gesù chiede di accompagnare la penitenza e il digiuno con la gioia di chi sa che sta costruendo dentro di se il Regno ormai iniziato: "Il tempo è compiuto...".
Sforziamoci, fratelli e sorelle, di praticare la giustizia prima di tutto in noi e utilizziamo per questo le armi vittoriose della luce.
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
L'eventuale pesantezza del corpo non deve essere un impedimento all'abbraccio mistico con il Signore Buono.
D'altra parte il corpo non può dettare esigenze che impediscano di mettere al primo posto il colloquio e l'amicizia intima con Gesù, Maria Santissima, gli Angeli e i Santi.
Molti mi scrivono chiedendo una parola chiara sul significato del digiuno.
Molti digiunano ma non sanno perchè.
Il digiuno ha valore nella misura in cui Gesù lo ha circoscritto: non si digiuna con il viso rattristato, mostrando segni esteriori di sofferenza, incentivando lamentele e visibili lacerazioni interiori.
Si digiuna col sorriso sulle labbra, perchè siamo consapevoli che quella privazione è una grande opportunità. Dio non ha bisogno del nostro digiuno perchè gli manchi qualcosa o perchè si senta soddisfatto e dissetato dalla nostra personale piccola sofferenza.
Noi abbiamo biosogno del digiuno del corpo e Dio ci offre la possibilità di farlo per ritrovare equilibrio con Lui.
Proprio così. La nostra voracità materiale, i gesti che ci portano a "ingurgitare" tutto quello che ci va, non sono altro che il segno e l'espressione più radicata della nostra volontà di impossessarci di tutto. Il cibo è sostentamento, non siamo noi a dovergli correre dietro. Il corpo ha bisogno del cibo, ma il cibo non è il dio del corpo.
Il digiuno riequilibria queste due posizioni, rimettendo ordine tra il "noi-materia" (soma), il "noi-anima" (pneuma) e il "noi-psichè" (intelletto umano). Un ordine che dovrebbe portarci, gradualmente, ad elevare la nostra mente verso Dio, il nostro cuore a distaccarsi dalle piccole preoccupazioni materiali e la nostra coscienza a considerare attentamente il nostro stato di vita.
Il digiuno e la penitenza (quindi anche il digiuno di altre nostre tendenze) sono "il tempo favorevole" non per placare una divinità che tiene i conti dei nostri gesti; ma per riportarci nell'alveo della nostra vera natura umano/divina, in quanto originata da Dio, in quanto fatti a Sua immagine e somiglianza.
Digiunare e fare penitenza sgombra il campo da ciò che non serve.
Per questo Gesù dice con chiarezza che il digiuno degli ipocriti non serve.
Per questo Gesù chiede di accompagnare la penitenza e il digiuno con la gioia di chi sa che sta costruendo dentro di se il Regno ormai iniziato: "Il tempo è compiuto...".
Sforziamoci, fratelli e sorelle, di praticare la giustizia prima di tutto in noi e utilizziamo per questo le armi vittoriose della luce.
A lode di Cristo!
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mercoledì 22 febbraio 2012
Abbracciamo la penitenza. E' Quaresima.
Abbiamo bisogno, Signore, di rientrare in noi stessi.
Abbiamo bisogno di essere più riservati per dissiparci meno tra mille cose.
Abbiamo bisogno di limitare la nostra voracità materiale per incrementare quella del desiderio di Te.
Abbiamo bisogno di vedere meno e guardare di più.
Abbiamo bisogno di ginocchia forti per stare davanti al tuo tabernacolo e non di mani capienti per fare nostro tutto ciò che ci capita davanti.
Signore, ispiraci un buon utilizzo del tempo di questa Santa Quaresima. Dacci la forza per rendere più sobria la nostra vita, non per soffrire qualche mancanza, ma per farci riempire di te.
Dacci la consapevolezza forte che la penitenza non è uno strumento masochistico, ma è la ricerca di un rinnovato equilibrio tra la nostra vita fisica e quella interiore; tra la nostra realtà e la realtà della somiglianza a Te.
Signore, fai che sentiamo l'esigenza di vivere una dimensione di silenzio, anche se viviamo la vita del mondo; fa' che stiamo con i piedi per terra nel mondo per essere coscienti di non essere del mondo.
Apri i nostri orecchi perchè la tua parola entri e non esca mai più; e porti frutti abbondanti di vita nuova.
Fai che sentiamo i fratelli e le sorelle vicini non soltanto quando materialmente siamo con loro, ma soprattutto quando preghiamo per loro o al loro posto. Fai che sentiamo sulle nostre spalle il peso della condivisione mistica e della realtà sublime dell'essere vocati a diventare tuo popolo.
Nasca in ciascuno di noi, Signore, la sete per la Resurrezione, la visione di te, la vita del Paradiso. Nasca la sete per la Santa Liturgia, che anticipa e parla la lingua degli Angeli, degli Arcangeli, dei Troni e delle Dominazioni.
Nasca in noi il desiderio del Santo Deserto, nel quale, le anime fedeli alla consegna della fedeltà, porteranno al tempo opportuno i frutti sperati.
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Abbiamo bisogno di essere più riservati per dissiparci meno tra mille cose.
Abbiamo bisogno di limitare la nostra voracità materiale per incrementare quella del desiderio di Te.
Abbiamo bisogno di vedere meno e guardare di più.
Abbiamo bisogno di ginocchia forti per stare davanti al tuo tabernacolo e non di mani capienti per fare nostro tutto ciò che ci capita davanti.
Signore, ispiraci un buon utilizzo del tempo di questa Santa Quaresima. Dacci la forza per rendere più sobria la nostra vita, non per soffrire qualche mancanza, ma per farci riempire di te.
Dacci la consapevolezza forte che la penitenza non è uno strumento masochistico, ma è la ricerca di un rinnovato equilibrio tra la nostra vita fisica e quella interiore; tra la nostra realtà e la realtà della somiglianza a Te.
Signore, fai che sentiamo l'esigenza di vivere una dimensione di silenzio, anche se viviamo la vita del mondo; fa' che stiamo con i piedi per terra nel mondo per essere coscienti di non essere del mondo.
Apri i nostri orecchi perchè la tua parola entri e non esca mai più; e porti frutti abbondanti di vita nuova.
Fai che sentiamo i fratelli e le sorelle vicini non soltanto quando materialmente siamo con loro, ma soprattutto quando preghiamo per loro o al loro posto. Fai che sentiamo sulle nostre spalle il peso della condivisione mistica e della realtà sublime dell'essere vocati a diventare tuo popolo.
Nasca in ciascuno di noi, Signore, la sete per la Resurrezione, la visione di te, la vita del Paradiso. Nasca la sete per la Santa Liturgia, che anticipa e parla la lingua degli Angeli, degli Arcangeli, dei Troni e delle Dominazioni.
Nasca in noi il desiderio del Santo Deserto, nel quale, le anime fedeli alla consegna della fedeltà, porteranno al tempo opportuno i frutti sperati.
A lode di Cristo!
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sabato 18 febbraio 2012
Penitenza e purificazione.
Penitenza e purificazione.
Sono due parole quasi del tutto scomparse dal vocabolario comune.
La cosa peggiore e la più assurda è quando scompaiono dal vocabolario dei cristiani, chiamati alla gioia, alla speranza, ma anche a farsi tutta luce, tutta purezza, simili a Colui che li ha "chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce".
La stessa Comunità Cristiana, la Chiesa di Cristo, ha bisogno di penitenza e purificazione; perchè il cammino verso la santità piena e l'adesione reale allo Sposo è costellato di passi falsi, tentazioni al potere ad essere e ad esserci non "per" la Storia, ma "nella" Storia, quasi ad essere arbitri in una partita del tutto temporale, non ancorata al Cielo.
Occorre che prima di tutto i Sacerdoti del Signore, i Vescovi (angeli delle Chiese, secondo l'Apocalisse) siano dita puntate verso il Cielo e non verso la terra o questo tempo ambiguo, in cui l'antico avversario, il nemico per eccellenza si sta scatenando come non mai, dividendo ciò che per sua natura dovrebbe essere unito, rendendo teso ciò che dovrebbe dar pace, facendo percepire come vuoto e senza senso ciò che dovrebbe parlare del Cielo e del fine ultimo della vita di noi tutti.
La penitenza non è un esercizio masochistico, un biglietto da visita per sentirsi dire che siamo bravi; è un necessario strumento, messo a disposizione dalla Provvidenza, per riportare equilibrio tra la nostra attuale condizione materiale e quella che lega la nostra anima a Dio. Spesso alcuni esercizi di penitenza ci paiono veramente assurdi; ma assurdo è voler ingurgitare tutto, avere tutto, andare ovunque, sapere tutto, parlare di tutto con tutti, dando libero sfogo alla lingua. La Regola di San Benedetto ci ammonisce - citando la Scrittura - e dicendo: "Nel molto parlare non si fugge il peccato".
La purificazione è un necessario stadio per essere veramente "immagine e somiglianza" di e con Dio. Un progetto iniziale (In Principio), voluto da Dio attraverso la Sua Parola.
Ma ... fratelli e sorelle... questi sono solo bei discorsi? Sono solo riflessioni, affascinanti quanto volete, ma pur sempre esercizi mentali?
No. Sono i due pilastri della nostra vita cristiana. Senza penitenza e tendenza verso la purificazione non c'è Chiesa che compia gesti di Santità, adesione alla Croce di Cristo, al Suo silenzio nel Sepolcro, alla Sua Santa Resurrezione. Non c'è Chiesa. C'è un "gruppo" di persone che vive non per fecondare la Storia, ma per essere protagonisti della Storia. E' questo il progetto di Gesù, la sua indicazione?
Preghiamo, fratelli e sorelle, perchè a ciascuno di noi nasca nel cuore il sentimento della più profonda umiltà. Ci conduca a fare penitenza, a riportare equilibrio tra il nostro corpo vorace e la nostra anima che tende al Cielo.
Preghiamo per i Vescovi (angeli delle Chiese), i Sacerdoti di Cristo, i Diaconi. Preghiamo perchè la Mamma del Cielo li prenda per mano e li faccia essere ogni giorno "profumo di Cristo", immagine di Lui, parole e gesti di salvezza per tutti.
A lode di Cristo!
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Sono due parole quasi del tutto scomparse dal vocabolario comune.
La cosa peggiore e la più assurda è quando scompaiono dal vocabolario dei cristiani, chiamati alla gioia, alla speranza, ma anche a farsi tutta luce, tutta purezza, simili a Colui che li ha "chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce".
La stessa Comunità Cristiana, la Chiesa di Cristo, ha bisogno di penitenza e purificazione; perchè il cammino verso la santità piena e l'adesione reale allo Sposo è costellato di passi falsi, tentazioni al potere ad essere e ad esserci non "per" la Storia, ma "nella" Storia, quasi ad essere arbitri in una partita del tutto temporale, non ancorata al Cielo.
Occorre che prima di tutto i Sacerdoti del Signore, i Vescovi (angeli delle Chiese, secondo l'Apocalisse) siano dita puntate verso il Cielo e non verso la terra o questo tempo ambiguo, in cui l'antico avversario, il nemico per eccellenza si sta scatenando come non mai, dividendo ciò che per sua natura dovrebbe essere unito, rendendo teso ciò che dovrebbe dar pace, facendo percepire come vuoto e senza senso ciò che dovrebbe parlare del Cielo e del fine ultimo della vita di noi tutti.
La penitenza non è un esercizio masochistico, un biglietto da visita per sentirsi dire che siamo bravi; è un necessario strumento, messo a disposizione dalla Provvidenza, per riportare equilibrio tra la nostra attuale condizione materiale e quella che lega la nostra anima a Dio. Spesso alcuni esercizi di penitenza ci paiono veramente assurdi; ma assurdo è voler ingurgitare tutto, avere tutto, andare ovunque, sapere tutto, parlare di tutto con tutti, dando libero sfogo alla lingua. La Regola di San Benedetto ci ammonisce - citando la Scrittura - e dicendo: "Nel molto parlare non si fugge il peccato".
La purificazione è un necessario stadio per essere veramente "immagine e somiglianza" di e con Dio. Un progetto iniziale (In Principio), voluto da Dio attraverso la Sua Parola.
Ma ... fratelli e sorelle... questi sono solo bei discorsi? Sono solo riflessioni, affascinanti quanto volete, ma pur sempre esercizi mentali?
No. Sono i due pilastri della nostra vita cristiana. Senza penitenza e tendenza verso la purificazione non c'è Chiesa che compia gesti di Santità, adesione alla Croce di Cristo, al Suo silenzio nel Sepolcro, alla Sua Santa Resurrezione. Non c'è Chiesa. C'è un "gruppo" di persone che vive non per fecondare la Storia, ma per essere protagonisti della Storia. E' questo il progetto di Gesù, la sua indicazione?
Preghiamo, fratelli e sorelle, perchè a ciascuno di noi nasca nel cuore il sentimento della più profonda umiltà. Ci conduca a fare penitenza, a riportare equilibrio tra il nostro corpo vorace e la nostra anima che tende al Cielo.
Preghiamo per i Vescovi (angeli delle Chiese), i Sacerdoti di Cristo, i Diaconi. Preghiamo perchè la Mamma del Cielo li prenda per mano e li faccia essere ogni giorno "profumo di Cristo", immagine di Lui, parole e gesti di salvezza per tutti.
A lode di Cristo!
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sabato 11 febbraio 2012
La verità di Lourdes.
Oggi, 11 febbraio, ricordiamo con viva gioia l'apparizione di Maria Santissima, Immacolata Concezione, a Bernadette, presso Lourdes.
La storia è nota; la Bella Signora si manifesta a questa ragazzina della provincia più estrema, di condizioni familiari non certo agiate e la stessa fanciulla - manifestando sinceramente ciò che le stava accadendo in quei giorni così intensi - vive il suo personale calvario tra l'incredulità e la derisione di molti.
La Bella Signora non rivela subito il suo nome, ma lo fa soltanto quando con devota insistenza Bernadette Le chiede di rivelare chi fosse. Probabilmente il cuore della ragazza già conosceva chi le stava di fronte e quello stesso cuore traboccò di gioia quando Maria Santissima Le disse di essere l'Immacolata Concezione. E' da quel momento che il candido stupore sul volto della ragazza si trasformò in trasfigurazione interiore e lacrime di indicibile felicità celeste.
Ciò che colpisce nelle apparizioni di Lourdes è l'assoluta umiltà di Maria Santissima, che pare pronunciare le parole "Immacolata Concezione" con l'assoluta consapevolezza della totalità della Grazia che l'aveva toccata fin dall'inizio; un modo di fare umile, pacato, fatto di poche parole e di gesti profondamente riconoscenti a quel Figlio di cui (per dirla con Dante) Ella è sia Madre che Figlia.
L'altro lato che ci fa ammirare con bellezza estrema questo tocco del Cielo sulla terra è il fatto che per Bernadette tutto cambiò: cambiò il suo cuore, certamente, ma anche la percezione della sua stessa vita quotidiana, che non poteva certamente essere più quella di prima. Forse, come tutte le ragazze, prima degli eventi di cui fu destinataria, aveva fantasticato sul suo futuro. Adesso tutto quello che le era accaduto non era più contenibile nei limiti di una vita nel mondo; sentiva il profondo bisogno di consacrarsi a quel Dio che le aveva concesso il privilegio di vedere e sentire la Mamma del Cielo. La sua testimonianza nel mondo risuonò ancora più forte con il perpetuo gesto di "aprire" la sua vita al Signore e alla Chiesa dietro le grate della stretta clausura monastica. Un gesto di donazione, ma anche di profonda umilità, così come di consapevolezza che Dio riempie i vasi che si svuotano, modella la creta che si fa morbida, illumina chi prima si apparta nel buio della solitudine e fa risuonare il cembalo che innanzitutto fa silenzio...
L'atteggiamento di Bernadette ci parla della verità di Lourdes. E' prima di tutto lei ad essere stata cambiata, desiderata da Dio come sua destinataria di un messaggio importante, ma anche come sposa nella vita religiosa.
Preghiamo quindi il Signore, perchè per l'intercessione di Maria Santissima ci faccia scoprire i segni della Sua Presenza nel mondo e nella storia, attenti a non confondere il sensazionalismo con la dolcezza di un tocco celeste che riverbera necessariamente nel silenzio e nell'umiltà.
Preghiamo Maria Santissima perchè guidi ogni nostra azione e sia vicina a coloro che hanno bisogno di sostegno e conforto, soprattutto nell'ora della prova.
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
La storia è nota; la Bella Signora si manifesta a questa ragazzina della provincia più estrema, di condizioni familiari non certo agiate e la stessa fanciulla - manifestando sinceramente ciò che le stava accadendo in quei giorni così intensi - vive il suo personale calvario tra l'incredulità e la derisione di molti.
La Bella Signora non rivela subito il suo nome, ma lo fa soltanto quando con devota insistenza Bernadette Le chiede di rivelare chi fosse. Probabilmente il cuore della ragazza già conosceva chi le stava di fronte e quello stesso cuore traboccò di gioia quando Maria Santissima Le disse di essere l'Immacolata Concezione. E' da quel momento che il candido stupore sul volto della ragazza si trasformò in trasfigurazione interiore e lacrime di indicibile felicità celeste.
Ciò che colpisce nelle apparizioni di Lourdes è l'assoluta umiltà di Maria Santissima, che pare pronunciare le parole "Immacolata Concezione" con l'assoluta consapevolezza della totalità della Grazia che l'aveva toccata fin dall'inizio; un modo di fare umile, pacato, fatto di poche parole e di gesti profondamente riconoscenti a quel Figlio di cui (per dirla con Dante) Ella è sia Madre che Figlia.
L'altro lato che ci fa ammirare con bellezza estrema questo tocco del Cielo sulla terra è il fatto che per Bernadette tutto cambiò: cambiò il suo cuore, certamente, ma anche la percezione della sua stessa vita quotidiana, che non poteva certamente essere più quella di prima. Forse, come tutte le ragazze, prima degli eventi di cui fu destinataria, aveva fantasticato sul suo futuro. Adesso tutto quello che le era accaduto non era più contenibile nei limiti di una vita nel mondo; sentiva il profondo bisogno di consacrarsi a quel Dio che le aveva concesso il privilegio di vedere e sentire la Mamma del Cielo. La sua testimonianza nel mondo risuonò ancora più forte con il perpetuo gesto di "aprire" la sua vita al Signore e alla Chiesa dietro le grate della stretta clausura monastica. Un gesto di donazione, ma anche di profonda umilità, così come di consapevolezza che Dio riempie i vasi che si svuotano, modella la creta che si fa morbida, illumina chi prima si apparta nel buio della solitudine e fa risuonare il cembalo che innanzitutto fa silenzio...
L'atteggiamento di Bernadette ci parla della verità di Lourdes. E' prima di tutto lei ad essere stata cambiata, desiderata da Dio come sua destinataria di un messaggio importante, ma anche come sposa nella vita religiosa.
Preghiamo quindi il Signore, perchè per l'intercessione di Maria Santissima ci faccia scoprire i segni della Sua Presenza nel mondo e nella storia, attenti a non confondere il sensazionalismo con la dolcezza di un tocco celeste che riverbera necessariamente nel silenzio e nell'umiltà.
Preghiamo Maria Santissima perchè guidi ogni nostra azione e sia vicina a coloro che hanno bisogno di sostegno e conforto, soprattutto nell'ora della prova.
A lode di Cristo!
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venerdì 3 febbraio 2012
Abbiamo bisogno di loro.
"...E volgendosi ai discepli, in disparte, disse: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profei e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono".
E' proprio vero, cari fratelli e sorelle: noi che siamo discepoli del Signore per Grazie a per fede, siamo beati, perchè i nostri occhi possono contemplare la Sua Misericordia e i nostri orecchi udire la Sua Parola. Ma non solo: le nostre mani possono diventare le sue, la nostra bocca pure, i nostri piedi anche. Questo quando nel mondo che viviamo, intendiamo rendere presente ed efficace il Suo Santo Vangelo attraverso la nostra azione. Che non sempre dev'essere azione palese.
Ieri era la Festa della Presentazione al Tempio di Gesù, la cosiddetta Candelora. Giorno tradizionalmente dedicato alla preghiera per le persone che vivono una particolare consacrazione al Signore, quindi anche di noi monaci ed eremiti. La luce, questo segno bellissimo della presenza e della costanza da alimentare continuamente, contraddistingue la nostra presenza anonima nel mondo.
Ad un tale personaggio famoso della Chiesa istituzionale fu chiesto se i tempi di oggi hanno più bisogno di azione o di preghiera e contemplazione. Ed egli - uomo di azione energica, testimone e viaggiatore instancabile - rispose senza pensarci su: "Di preghiera, di profonda preghiera", perchè niente sta in piedi delle nostre azioni, se non è sostenuto dalla preghiera.
E la sua riflessione continuava dicendo che egli stesso si sentiva entusiasta della sua azione, spesso veramente molto impegnativa, proprio perchè sentiva di essere "spalleggiato" da questo esercito silenzioso, pacifico e anonimo di consacrati, di monaci, eremiti, frati, monache, suore, persone dedicate esclusivamente all'orazione e alla ricerca di Dio. Essi sono le armi della Chiesa, della Cristianità; uomini e donne che hanno immolato e immolano la propria vita rinunciando a tutto, per vivere in un deserto di pace, silenzio e solitudine a beneficio di tutti, in unione con tutti; con le madri e i padri, con i lavoratori, con gli anziani e i malati, con i sogni dei giovani. Tutti hanno bisogno della loro preghiera e delle loro lampade accese.
Beati coloro che vedono, beati coloro che sentono. Beati coloro che vivono la propria azione nel mondo consapevoli del valore e del bisogno dell'orazione e della contemplazione.
Non possiamo fare a meno delle anime oranti, dei luoghi santi ove essi abitano. Non possiamo pensare ad una chiesa fatta solo di mani che lavorano, senza cuori tesi a Dio, a portarlo nel nostro tempo incessantemente.
Per tutti i consacrati sia un ricordo nella nostra preghiera.
A lode di Cristo!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
E' proprio vero, cari fratelli e sorelle: noi che siamo discepoli del Signore per Grazie a per fede, siamo beati, perchè i nostri occhi possono contemplare la Sua Misericordia e i nostri orecchi udire la Sua Parola. Ma non solo: le nostre mani possono diventare le sue, la nostra bocca pure, i nostri piedi anche. Questo quando nel mondo che viviamo, intendiamo rendere presente ed efficace il Suo Santo Vangelo attraverso la nostra azione. Che non sempre dev'essere azione palese.
Ieri era la Festa della Presentazione al Tempio di Gesù, la cosiddetta Candelora. Giorno tradizionalmente dedicato alla preghiera per le persone che vivono una particolare consacrazione al Signore, quindi anche di noi monaci ed eremiti. La luce, questo segno bellissimo della presenza e della costanza da alimentare continuamente, contraddistingue la nostra presenza anonima nel mondo.
Ad un tale personaggio famoso della Chiesa istituzionale fu chiesto se i tempi di oggi hanno più bisogno di azione o di preghiera e contemplazione. Ed egli - uomo di azione energica, testimone e viaggiatore instancabile - rispose senza pensarci su: "Di preghiera, di profonda preghiera", perchè niente sta in piedi delle nostre azioni, se non è sostenuto dalla preghiera.
E la sua riflessione continuava dicendo che egli stesso si sentiva entusiasta della sua azione, spesso veramente molto impegnativa, proprio perchè sentiva di essere "spalleggiato" da questo esercito silenzioso, pacifico e anonimo di consacrati, di monaci, eremiti, frati, monache, suore, persone dedicate esclusivamente all'orazione e alla ricerca di Dio. Essi sono le armi della Chiesa, della Cristianità; uomini e donne che hanno immolato e immolano la propria vita rinunciando a tutto, per vivere in un deserto di pace, silenzio e solitudine a beneficio di tutti, in unione con tutti; con le madri e i padri, con i lavoratori, con gli anziani e i malati, con i sogni dei giovani. Tutti hanno bisogno della loro preghiera e delle loro lampade accese.
Beati coloro che vedono, beati coloro che sentono. Beati coloro che vivono la propria azione nel mondo consapevoli del valore e del bisogno dell'orazione e della contemplazione.
Non possiamo fare a meno delle anime oranti, dei luoghi santi ove essi abitano. Non possiamo pensare ad una chiesa fatta solo di mani che lavorano, senza cuori tesi a Dio, a portarlo nel nostro tempo incessantemente.
Per tutti i consacrati sia un ricordo nella nostra preghiera.
A lode di Cristo!
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