Prima di tutto è necessario chiedere al Signore di guarirci dentro.
Prima di chiedere qualsiasi altra cosa, di realizzare anche i sogni che coinvolgano Dio nella loro realizzazione, è indispensabile farsi guarire dentro.
Prima di mettersi in cammino per realizzare la Sua Santa Volontà bisogna chiedere al medico celeste che visiti la nostra interiorità, che ne tocchi i punti critici, le ferite che tardano a rimarginarsi e che creano purulescenza; che tocchi le ossa rotte, le ulcere provocate dai nostri eccessi e che ci indichi la cura.
Per guarire occorre FIDARSI del Medico; Lui sa quali rimedi usare con ciascuno di noi, in modo totalmente personalizzato.
La cura, a volte, può anche essere dolorosa, in alcune sue fasi; soprattutto se a doversi togliere è qualche nostra dipendenza alla quale siamo poco disposti (anche incosciamente) a rinunciare. La medicina può essere anche non gradita. Ma non possiamo chiedere di entrare nella Città di Dio, nel Tempio della Sua Luce se non siamo guariti.
Il primo passaggio è tutto nostro: accorgersi che abbiamo bisogni di guarire dentro e di purificare ciò che è divenuto impuro. Il Signore ci dà il primo e insostituibile rimedio: è il Sacramento della Riconciliazione, fatto in spirito di verità, totalità, fiducia e abbandono.
Questo atto sacramentale di incontro con il Signore che nuovamente accoglie e perdona, dobbiamo farlo precedere e seguire dall'interiorizzazione della presenza del Medico Celeste.
Signore, ho bisogno di guarire dentro prima che fuori.
Signore fammi guarire!
Signore ho bisogno che le mie ferite interiori si chiudano e cessino di sanguinare.
Signore fammi guarire!
Gesù Buono, ho bisogno che le infezioni e le ulcere della mia anima divengano nuovo tessuto spirituale.
Gesù Buono fammi guarire!
Gesù Misericordioso, ho bisogno che la mia intimità spirituale torni a sentire con gioia l'armonia del Sommo Bene.
Signore fammi guarire!
Signore fa' che veda nuovamente con gli occhi della fede!
Signore fa' che senta con animo grato con gli orecchi dell'anima la Tua Parola per me!
Signore fa' che io gusti la dolcezza della Tua Presenza!
Signore fa' che possa toccare con la mia mano la tua mano che mi stringe e mi guida!
Signore fa' che possa avvertire il profumo della Grazia celeste, condotta anche a me dallo Spirito di Vita!
Signore fammi guarire!
Solo dopo essere guariti e dopo essersi impegnati a camminare sulla Via di Gesù Medico e Maestro Buono, possiamo chiedere di costruire con Lui il nostro personale progetto; possiamo chiedere il Suo intervento nella nostra vita, chiedere la guarigione fisica per noi e per altri. Chiedere che ci faccia santi, come Lui è Santo.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Seguire Cristo vuol dire vivere un'avventura senza paragoni. Entusiamo con consapevolezza; passione con mitezza; Silenzio e Solitdine per adorare il Mistero. Diventare completamente Luce, contro il pallore languido di una vita vissuta nel riflesso degli altri. Per contattare il curatore del blog scrivere a: clausura@hotmail.it
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giovedì 30 giugno 2011
martedì 28 giugno 2011
Vi racconto una mia esperienza
Avete mai provato, fratelli e sorelle, ad uscire anche solo per poche ore o per una soltanto dal caos delle nostre città o della vita fatta di incroci, semafori, telefoni che squillano, campanelli, schiamazzi e quant'altro?
Io ricordo ancora in modo vivido una mia piccola esperienza, di diversi anni fa.
Era un pomeriggio d'inizio estate, proprio come in questi giorni; ormai le giornate lavorative volgevano verso le ferie e la stanchezza era veramente tanta, soprattutto quella generata dal clamore delle cose del mondo, che ti schiavizzano fino al punto di schiacciarti senza pietà sotto il loro peso.
Nel tardo pomeriggio avevo un appuntamento. Avevo promesso ad un caro amico di aiutarlo nel sistemare alcune cose, e lo feci.
Dopo questo impegno passai nuovamente da casa mia, che si trovava proprio nel centro della città; volevo riposare, ma la sensazione era quella della necessità di un riposo "diverso". Mi buttai sul letto senza trovare pace, avevo bisogno di lasciare quel contesto.
Premetto che già da tanto tempo pensavo a dedicare la mia vita al Signore Buono, a Lui nel silenzio.
Ad un certo punto, in modo molto strano, scendo dal mio appartamento, vado verso l'auto e mi dirigo sui monti che sono a Nord della mia città. C'è un luogo che voglio raggiungere, agli estremi confini sia del comune che della linea di crinale, a circa 800/900 metri di altezza, dove c'è un cappellina, dedicata alla Madonna. Un luogo di silenzio, abitato da castagni, conifere, volpi, lepri e altri "inquilini" della natura.
Un posto che conoscevo fin da piccolo, presso il quale tante volte ho diretto le mie fughe anche in momenti in cui avevo bisogno di una semplice boccata d'aria.
Arrivo dopo aver percorso diversi kilometri in macchina, ma senza correre, ammirando quell'ambiente così noto e allo stesso tempo così nuovo, che passo dopo passo mi donava essenzialità e serenità.
Arrivo e appena sbacchio lo sportello della mia auto avverto l'inesprimibile dolcezza e quiete del silenzio. Mi guardo attorno forse sorridendo tra me e me come per compiacermi di quella scelta e subito mi viene automatico di guardare in alto e di dire col cuore a Gesù: "Eccomi".
Pace, quiete, sogni che si rincorrevano, desiderio di lasciarmi alle spalle tutto quello che non serviva... desiderio di sostare lì ancora un poco, un poco ancora e un altro po' prima di dover discendere ad affrontare la serata, non proprio tranquilla...
Lassù il cellulare non funzionava, non passavano automobili, non ero costretto a pensare con la mente rivolta verso il basso... ero io con Lui. Aprii la mia borsa, estrassi il breviario e iniziari a recitare i Vespri, assaporando quelle parole con il gusto stesso del miglior cibo che potessi desiderare.
Era arrivato il Signore. O meglio, io ero arrivato a sentirlo, in quel semplice... silenzio che mi donava una compagnia così grande e preziosa.
Quell'ora passata lassù mi donò una grande carica e posso considerarla un piccolo contributo al probandato monastico che ho successivamente intrapreso.
Fratelli, sorelle amati dal Maestro Buono, non fuggite l'incontro con Lui. Almeno per un po' abbandonate ogni clamore, cercate il Suo sorriso, ritagliatevi il vostro piccolo momentaneo eremo nel mondo.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Io ricordo ancora in modo vivido una mia piccola esperienza, di diversi anni fa.
Era un pomeriggio d'inizio estate, proprio come in questi giorni; ormai le giornate lavorative volgevano verso le ferie e la stanchezza era veramente tanta, soprattutto quella generata dal clamore delle cose del mondo, che ti schiavizzano fino al punto di schiacciarti senza pietà sotto il loro peso.
Nel tardo pomeriggio avevo un appuntamento. Avevo promesso ad un caro amico di aiutarlo nel sistemare alcune cose, e lo feci.
Dopo questo impegno passai nuovamente da casa mia, che si trovava proprio nel centro della città; volevo riposare, ma la sensazione era quella della necessità di un riposo "diverso". Mi buttai sul letto senza trovare pace, avevo bisogno di lasciare quel contesto.
Premetto che già da tanto tempo pensavo a dedicare la mia vita al Signore Buono, a Lui nel silenzio.
Ad un certo punto, in modo molto strano, scendo dal mio appartamento, vado verso l'auto e mi dirigo sui monti che sono a Nord della mia città. C'è un luogo che voglio raggiungere, agli estremi confini sia del comune che della linea di crinale, a circa 800/900 metri di altezza, dove c'è un cappellina, dedicata alla Madonna. Un luogo di silenzio, abitato da castagni, conifere, volpi, lepri e altri "inquilini" della natura.
Un posto che conoscevo fin da piccolo, presso il quale tante volte ho diretto le mie fughe anche in momenti in cui avevo bisogno di una semplice boccata d'aria.
Arrivo dopo aver percorso diversi kilometri in macchina, ma senza correre, ammirando quell'ambiente così noto e allo stesso tempo così nuovo, che passo dopo passo mi donava essenzialità e serenità.
Arrivo e appena sbacchio lo sportello della mia auto avverto l'inesprimibile dolcezza e quiete del silenzio. Mi guardo attorno forse sorridendo tra me e me come per compiacermi di quella scelta e subito mi viene automatico di guardare in alto e di dire col cuore a Gesù: "Eccomi".
Pace, quiete, sogni che si rincorrevano, desiderio di lasciarmi alle spalle tutto quello che non serviva... desiderio di sostare lì ancora un poco, un poco ancora e un altro po' prima di dover discendere ad affrontare la serata, non proprio tranquilla...
Lassù il cellulare non funzionava, non passavano automobili, non ero costretto a pensare con la mente rivolta verso il basso... ero io con Lui. Aprii la mia borsa, estrassi il breviario e iniziari a recitare i Vespri, assaporando quelle parole con il gusto stesso del miglior cibo che potessi desiderare.
Era arrivato il Signore. O meglio, io ero arrivato a sentirlo, in quel semplice... silenzio che mi donava una compagnia così grande e preziosa.
Quell'ora passata lassù mi donò una grande carica e posso considerarla un piccolo contributo al probandato monastico che ho successivamente intrapreso.
Fratelli, sorelle amati dal Maestro Buono, non fuggite l'incontro con Lui. Almeno per un po' abbandonate ogni clamore, cercate il Suo sorriso, ritagliatevi il vostro piccolo momentaneo eremo nel mondo.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Insistere, pregare, fare silenzio
"Maria sta ai piedi del Maestro, seduta ma attiva. Ella si crea, si ricrea nell'ascolto, si lascia creare dal Signore" (J. X. Burucoa).
Gli uomini del nostro tempo confondono tra loro molte cose.
Il più grande "bluff" di questi nostri giorni è proprio quello di catalogare come inutile l'atteggiamento di Maria, sorella di Lazzaro: sta ai piedi del Maestro, ascolta, ma non è passiva. Dentro di lei si costruisce e si ricostruisce il suo universo intimo personale, che la ricongiunge al Creatore, come creatura pronta all'ascolto, all'accoglienza e alla contemplazione delle realtà celesti.
C'è bisogno di ascolto. Per ascoltare c'è bisogno di Silenzio. Il Silenzio più dolce ed eloquente è quello che nasce dalla solitudine in cui si sperimenta l'incontro con il Maestro Buono.
Mi fa piacere ricevere molte mail, che nascono dalla lettura di questo blog, nelle quali mi viene chiesto di approfondire questo concetto e di indicare molte volte monasteri ed ordini dove il silenzio e la devozione sono pilastri della giornata e dove non si scimmiotta nessun tipo di vita simil laica.
Mi permetto di invitare tutti i lettori del blog a perseverare in questo cammino di ricerca del Signore Gesù in una dimensione che privilegi la quiete dello spirito e a farsi trascinare dalla dolce brezza della Presenza di Dio nel deserto dove l'incontro è garantito da un'ottimale contesto di essenzialità.
Chiedo a tutti di perseverare nella preghiera e di chiedere con insistenza al Signore di donarci persone consacrate ad avere un'unica preoccupazione nelle loro giornate: attendere. Attendere il Signore che viene e che verrà.
Non abbiate paura del Signore che, magari, vuole parlare direttamente all'intimità del cuore di alcuni di voi.
Il vostro dono sarà tanto più grande, quanto più vi fiderete di Lui. Più vi lascerete andare, più Lui prenderà dimora presso di voi. Più abiterà in voi, più sarete un tempio vivente della Sua Presenza in questo nostro mondo, che ha bisogno di "teofori", portatori di Dio nella realtà quotidiana.
A lode della Santissima Trinità.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Gli uomini del nostro tempo confondono tra loro molte cose.
Il più grande "bluff" di questi nostri giorni è proprio quello di catalogare come inutile l'atteggiamento di Maria, sorella di Lazzaro: sta ai piedi del Maestro, ascolta, ma non è passiva. Dentro di lei si costruisce e si ricostruisce il suo universo intimo personale, che la ricongiunge al Creatore, come creatura pronta all'ascolto, all'accoglienza e alla contemplazione delle realtà celesti.
C'è bisogno di ascolto. Per ascoltare c'è bisogno di Silenzio. Il Silenzio più dolce ed eloquente è quello che nasce dalla solitudine in cui si sperimenta l'incontro con il Maestro Buono.
Mi fa piacere ricevere molte mail, che nascono dalla lettura di questo blog, nelle quali mi viene chiesto di approfondire questo concetto e di indicare molte volte monasteri ed ordini dove il silenzio e la devozione sono pilastri della giornata e dove non si scimmiotta nessun tipo di vita simil laica.
Mi permetto di invitare tutti i lettori del blog a perseverare in questo cammino di ricerca del Signore Gesù in una dimensione che privilegi la quiete dello spirito e a farsi trascinare dalla dolce brezza della Presenza di Dio nel deserto dove l'incontro è garantito da un'ottimale contesto di essenzialità.
Chiedo a tutti di perseverare nella preghiera e di chiedere con insistenza al Signore di donarci persone consacrate ad avere un'unica preoccupazione nelle loro giornate: attendere. Attendere il Signore che viene e che verrà.
Non abbiate paura del Signore che, magari, vuole parlare direttamente all'intimità del cuore di alcuni di voi.
Il vostro dono sarà tanto più grande, quanto più vi fiderete di Lui. Più vi lascerete andare, più Lui prenderà dimora presso di voi. Più abiterà in voi, più sarete un tempio vivente della Sua Presenza in questo nostro mondo, che ha bisogno di "teofori", portatori di Dio nella realtà quotidiana.
A lode della Santissima Trinità.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
sabato 25 giugno 2011
Adoro Te devote
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. (Gv 6)
La Parola di Gesù è chiara, come in ogni occasione.
I Giudei discutono perchè non capiscono; non capiscono perchè non vedono; non vedono perchè non guardano; non guardano perchè danno tutto per scontato; danno tutto per scontato perchè per molti di loro il rapporto d'Amore tra Dio e il piccolissimo uomo è fatto di prescrizioni, decreti, regole, riti sterili...
Gesù non la pensa così. Anche questa volta sconvolge, crea scandalo. Questo scandalo scuote il torpore degli spettatori e richiama alla necessità quanto meno di porsi una domanda: "com'è possibile tutto questo?".
Dio non soltanto ha voluto avere dentro di noi una scintilla che ne costituisse la somiglianza; non solo sostenta, crea e ri-crea, ma vuole farsi parte consustanziale, stessa sostanza nostra facendosi mangiare.
Si, fratelli e sorelle. Nelle nostre chiese i sacerdoti devono ricominciare a dirlo chiaramente, devono rimettere Gesù Eucarestia al centro di tutto, di ogni azione pastorale.
Quale attività, iniziativa, progetto pastorale può avere successo, andare buon fine o portare anime alla salvezza se al centro non c'è Gesù Eucarestia? Solo Lui è presenza reale, nei fatti, unione e segno di perfetta donazione per tutti.
L'Eucarestia e la giornata del Corpus Domini c'insegnano proprio questo: a non trasformare le nostre parrocchie in centri di pura aggregazione, anzichè luoghi dove la Salvezza si celebra e si fa nostra. Ci insegnano a non relegare il Signore Buono nel semplice ricordo o nella buona intenzione di "concepirlo" come uno tra i tanti "grandi" della storia: Lui è il Signore della Storia e proprio per questo è perennemente presente e si fa ancora oggi carne nella nostra carne.
Celebriamo questo giorno anzitutto con il Sacramento della Riconciliazione e cibiamoci spesso di questo pane, per il quale la vita eterna e la resurrezione nell'ultimo giorno sono assicurati direttamente da Colui che si fa cibo e bevanda.
Adoro Te devote!
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. (Gv 6)
La Parola di Gesù è chiara, come in ogni occasione.
I Giudei discutono perchè non capiscono; non capiscono perchè non vedono; non vedono perchè non guardano; non guardano perchè danno tutto per scontato; danno tutto per scontato perchè per molti di loro il rapporto d'Amore tra Dio e il piccolissimo uomo è fatto di prescrizioni, decreti, regole, riti sterili...
Gesù non la pensa così. Anche questa volta sconvolge, crea scandalo. Questo scandalo scuote il torpore degli spettatori e richiama alla necessità quanto meno di porsi una domanda: "com'è possibile tutto questo?".
Dio non soltanto ha voluto avere dentro di noi una scintilla che ne costituisse la somiglianza; non solo sostenta, crea e ri-crea, ma vuole farsi parte consustanziale, stessa sostanza nostra facendosi mangiare.
Si, fratelli e sorelle. Nelle nostre chiese i sacerdoti devono ricominciare a dirlo chiaramente, devono rimettere Gesù Eucarestia al centro di tutto, di ogni azione pastorale.
Quale attività, iniziativa, progetto pastorale può avere successo, andare buon fine o portare anime alla salvezza se al centro non c'è Gesù Eucarestia? Solo Lui è presenza reale, nei fatti, unione e segno di perfetta donazione per tutti.
L'Eucarestia e la giornata del Corpus Domini c'insegnano proprio questo: a non trasformare le nostre parrocchie in centri di pura aggregazione, anzichè luoghi dove la Salvezza si celebra e si fa nostra. Ci insegnano a non relegare il Signore Buono nel semplice ricordo o nella buona intenzione di "concepirlo" come uno tra i tanti "grandi" della storia: Lui è il Signore della Storia e proprio per questo è perennemente presente e si fa ancora oggi carne nella nostra carne.
Celebriamo questo giorno anzitutto con il Sacramento della Riconciliazione e cibiamoci spesso di questo pane, per il quale la vita eterna e la resurrezione nell'ultimo giorno sono assicurati direttamente da Colui che si fa cibo e bevanda.
Adoro Te devote!
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Tempo di vacanze
Possiamo dire che è "ufficialmente" iniziato il periodo delle tradizionali vacanze e che molti si dedicano alle proprie passioni, al riposo e al divertimento, anche se spesso in forma disordinata o esasperata.
Dall'eremo consigliamo a tutti di dedicare tempo non al riposo, ma al rinvigorimento interiore, magari facendo riposare il corpo in una dimensione di pace e dando allo spirito la possibilità di farsi percepire come parte essenziale e inalinenabile della nostra stessa persona.
Quello spirito che ci congiunge al Padre Buono e che è il legame della nostra somiglianza con Lui ("...facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza...).
Riscoprire il Silenzio, la bellezza del contatto rilassato con il Signore, attraverso la Madre Sua, Corredentrice dell'umanità è sicuramente una delle migliori dimensioni per dedicare tempo al ripristino delle condizioni ottimali della nostra vita.
E non dimentichiamoci di pregare il Padrone della Vigna, perchè mandi operai, uomini e donne consacrati alla costruzione del Suo Regno, vittime di preghiera per tutti, anime dedicate alla vita con il Gran Re.
C'è bisogno di profonda testimonianza di santità, devozione, amore per la Santa Liturgia e spirito di preghiera.
Non dimentichiamoci di questo durante le nostre ferie.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Dall'eremo consigliamo a tutti di dedicare tempo non al riposo, ma al rinvigorimento interiore, magari facendo riposare il corpo in una dimensione di pace e dando allo spirito la possibilità di farsi percepire come parte essenziale e inalinenabile della nostra stessa persona.
Quello spirito che ci congiunge al Padre Buono e che è il legame della nostra somiglianza con Lui ("...facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza...).
Riscoprire il Silenzio, la bellezza del contatto rilassato con il Signore, attraverso la Madre Sua, Corredentrice dell'umanità è sicuramente una delle migliori dimensioni per dedicare tempo al ripristino delle condizioni ottimali della nostra vita.
E non dimentichiamoci di pregare il Padrone della Vigna, perchè mandi operai, uomini e donne consacrati alla costruzione del Suo Regno, vittime di preghiera per tutti, anime dedicate alla vita con il Gran Re.
C'è bisogno di profonda testimonianza di santità, devozione, amore per la Santa Liturgia e spirito di preghiera.
Non dimentichiamoci di questo durante le nostre ferie.
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martedì 21 giugno 2011
Il Fatto
All'eremo viviamo costantemente il contatto con l'Eucarestia, questo dono stupendo che il Signore Buono ci ha fatto di se, consentendo che l'Unico, Eterno, Definitivo sacrificio potesse perpetuarsi nella nostra povera storia, rendendola ricca.
Ecco perchè sono importanti i momenti in cui si celebra l'Eucarestia, così come quelli durante i quali sostiamo davanti al Signore che si fa pane, carne e sangue, presenza vera, viva, efficace nel nostro oggi.
Se veramente considerassimo cosa avviene nell'Eucarestia, nelle nostre chiese quando celebriamo il Sacrificio con e del Signore, prima di tutto scomparirebbe dai nostri volti quel velo di compassata e triste serietà che avvolge le nostre Messe: tutti seri, chini, con le bocche orizzontali, compassati in uno sguardo perso, senza la minima ombra di gioia.
Se veramente credessimo con totale abbandono che lì c'è il Gesù di cui si parla nelle Scritture, salteremo di gioia, non vorremmo mai staccarci da quei luoghi, "costringeremmo" i nostri Sacerdoti a celebrare di continuo, con lentezza, devozione, calma, partecipazione la PERMANENZA di Gesù qui con noi.
Si avvicina la bellissima Solennità del CORPUS DOMINI. Facciamo memoria di questo e facciamo il Santo Proposito di vivere l'Eucarestia come un FATTO REALE, non come una pseudo superstizione o un "rito propiziatorio". Cadremmo nella condanna che le nostre stesse mani (mai quelle di Dio) ordiscono alla Santità che dobbiamo ricercare.
E' necessario purificarsi interiormente, accogliere la Parola, per accogliere l'Eucarestia come un Evento Vero, nel quale tutti siamo appellati figli, fratelli, consustanziali a Lui.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
Ecco perchè sono importanti i momenti in cui si celebra l'Eucarestia, così come quelli durante i quali sostiamo davanti al Signore che si fa pane, carne e sangue, presenza vera, viva, efficace nel nostro oggi.
Se veramente considerassimo cosa avviene nell'Eucarestia, nelle nostre chiese quando celebriamo il Sacrificio con e del Signore, prima di tutto scomparirebbe dai nostri volti quel velo di compassata e triste serietà che avvolge le nostre Messe: tutti seri, chini, con le bocche orizzontali, compassati in uno sguardo perso, senza la minima ombra di gioia.
Se veramente credessimo con totale abbandono che lì c'è il Gesù di cui si parla nelle Scritture, salteremo di gioia, non vorremmo mai staccarci da quei luoghi, "costringeremmo" i nostri Sacerdoti a celebrare di continuo, con lentezza, devozione, calma, partecipazione la PERMANENZA di Gesù qui con noi.
Si avvicina la bellissima Solennità del CORPUS DOMINI. Facciamo memoria di questo e facciamo il Santo Proposito di vivere l'Eucarestia come un FATTO REALE, non come una pseudo superstizione o un "rito propiziatorio". Cadremmo nella condanna che le nostre stesse mani (mai quelle di Dio) ordiscono alla Santità che dobbiamo ricercare.
E' necessario purificarsi interiormente, accogliere la Parola, per accogliere l'Eucarestia come un Evento Vero, nel quale tutti siamo appellati figli, fratelli, consustanziali a Lui.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
domenica 19 giugno 2011
Gloria Tibi Trinitas
La Trinità è il Mistero di Dio, considerato nella Sua Essenza più intima, fatta di Amore, di Donazione, di Partecipazione.
La parola "Mistero" non significa qualcosa che è segreta, non fatta conoscere volontariamente ai più; "Mistero" qui sta a significare qualcosa che è una realtà così grande da essere difficilmente sondata dai nostri sensi più immediati.
Per entrare nell'anticamera del Mistero della Trinità, della completezza di Dio, è necessario sostare con dimestichezza e familiarità nel Cuore di Dio; e per fare questo abbiamo bisogno del Silenzio, della Parola, della Preghiera. Solo questa via ci può introdurre al Cuore di Dio, dove l'Amore è perfetto, dove le parzialità sono soltanto un ricordo del nostro mondo, del nostro tempo, del nostro piccolo modo di ragionare.
All'eremo viviamo questa giornata con una disponibilità alla preghiera ancora maggiore, facendoci avvolgere dalla Presenza di Gesù Buono che visita il nostro silenzio, nell'assenza di tutto ciò che non rimanda alla Trinità Beata, "Luce, Sapienza, Amore".
Entrare nel Cuore di Dio, intravvedere il Mistero della Trinità è la tensione di ogni monaco; tutta la sua esistenza è proiettata a questo: portare di fronte al Signore "Luce, Sapienza, Amore" le ansie, le gioie e le aspirazioni di un'umanità spesso inquieta, ma intimamente vocata a diventare santa, così come il Signore è Santo.
Preghiamo, fratelli e sorelle che leggete questo blog, perchè il Signore ci doni uomini e donne disonibili ad accogliere l'invito di Gesù ad imitare Maria, Corredentrice del genere umano; come Lei si fece mediatrice per portare nel mondo la Sapienza che viene da Dio stesso, altri seguano i Suoi passi, affinchè l'Amore della Trinità diventi il metro e la misura di ogni amore e donazione umana.
Per contattare il curatore del blog, scrivere a: clausura@hotmail.it
La parola "Mistero" non significa qualcosa che è segreta, non fatta conoscere volontariamente ai più; "Mistero" qui sta a significare qualcosa che è una realtà così grande da essere difficilmente sondata dai nostri sensi più immediati.
Per entrare nell'anticamera del Mistero della Trinità, della completezza di Dio, è necessario sostare con dimestichezza e familiarità nel Cuore di Dio; e per fare questo abbiamo bisogno del Silenzio, della Parola, della Preghiera. Solo questa via ci può introdurre al Cuore di Dio, dove l'Amore è perfetto, dove le parzialità sono soltanto un ricordo del nostro mondo, del nostro tempo, del nostro piccolo modo di ragionare.
All'eremo viviamo questa giornata con una disponibilità alla preghiera ancora maggiore, facendoci avvolgere dalla Presenza di Gesù Buono che visita il nostro silenzio, nell'assenza di tutto ciò che non rimanda alla Trinità Beata, "Luce, Sapienza, Amore".
Entrare nel Cuore di Dio, intravvedere il Mistero della Trinità è la tensione di ogni monaco; tutta la sua esistenza è proiettata a questo: portare di fronte al Signore "Luce, Sapienza, Amore" le ansie, le gioie e le aspirazioni di un'umanità spesso inquieta, ma intimamente vocata a diventare santa, così come il Signore è Santo.
Preghiamo, fratelli e sorelle che leggete questo blog, perchè il Signore ci doni uomini e donne disonibili ad accogliere l'invito di Gesù ad imitare Maria, Corredentrice del genere umano; come Lei si fece mediatrice per portare nel mondo la Sapienza che viene da Dio stesso, altri seguano i Suoi passi, affinchè l'Amore della Trinità diventi il metro e la misura di ogni amore e donazione umana.
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